Parchi & aree protette

Nuovo ecomostro a Nardò

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Con toni di grande soddisfazione, il Sindaco di Nardò Antonio Vaglio, ha annunciato lo stanziamento da parte della Giunta Regionale di 4.500.000 euro (perché non si fanno cacchi loro?) per la realizzazione della condotta sottomarina per il recapito finale delle acque provenienti dagli impianti di depurazione. E così, mentre in tutto il mondo si parla di incombente crisi idrica planetaria, il Governo Regionale Pugliese, amministratore del territorio più sitibondo d’Europa, dichiarato dall’ENEA ad incombente rischio di desertificazione e con le falde in larghissima parte compromesse dall’eccessivo emungimento a scopi irrigui, ci regala un altro ecomostro, 9 miliardi del vecchio conio per portare al largo le acque fognarie depurate classificate categoria A, ovvero utilizzabili per irrigazione, senza ulteriore processo di affinamente. Uno schiaffo all’ambiente, ma anche al buon senso, ma spesso (storia docet), sul buon senso vincono le lobby del cemento e dei progettisti.

Parchi: finanziamenti regionali

La Regione Puglia ha impegnato 5 milioni di euro alle Province per il potenziamento e la valorizzazione dei Parchi e delle Aree Protette.

Ed ha immediatamente erogato alle stesse 1.300.000 euro. Con determina del dirigente dell’Assessorato e recependo le indicazioni della Giunta e del Piano triennale dell’Ambiente, gli uffici hanno impegnato un trasferimento di 1.432.000 euro alla Provincia di Bari, di 587.500 euro alla Provincia di Brindisi, di 1.260.000 euro a quella di Foggia, di 845.000 euro a Lecce e di 875.000 a Taranto per complessivi 5.000.000 sulla base di piani e progetti presentati dalle stesse o dai Parchi ricadenti nei territori provinciali. “Particolare attenzione è stata dedicata, nella finalizzazione della spesa”, si sottolinea nella nota della Regione, “ai piani antincendio ed alle misure conseguenti e necessarie per evitare un’altra estate come quella del 2007. Uguale priorità verrà data alla redazione dei piani di gestione delle zone SIC, necessari per poter poi utilizzare i finanziamenti europei del Programma Operativo». Per queste due misure la Regione ha erogato con la stessa determina 1.300.000 euro così ripartiti: 200.000 e per le Province di Bari, Lecce e Taranto, 100.000 e per quella di Brindisi e 600.000 e per Foggia. Importi che sono ora nella disponibilità di quelle Amministrazioni.

Le torri eoliche sono anticostituzionali?

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Risale al 1939 la legge n°1497 con cui la costiera neretina viene dichiarata "di notevole interesse pubblico"; seguì il D.M. del 15 ottobre 1952, riguardante la costa compresa tra Santa maria al Bagno e Santa Caterina, che, con il successivo D.M. del 19 Novembre 1965 venne allargata alla zona dell'Alto e, alcuni anni dopo, tale vincolo fu esteso fino a Torre Lapillo D.M. 20 Febbraio 1968. Più recentememente (D.M. 4 Settembre 1975) la promozione a zona "di notevole interesse pubblico" include un territorio molto esteso, equivalente a tutta l'attuale costiera neretina. Inutile ricordare che questi sono stati i prodromi che hanno portato all'Istituzione del Parco di Portoselvaggio, dell'Area Marina Protetta alle e a vari prestigiosi riconoscimenti, ma quando finalmente qualcosa cominciava a filare: "oh fortuna volubile e leggera, appena vidi il sol che ne fui privo e al cominciar del dì, giunse la sera" (Calderon de La barca), ecco comparire queste maledette pale, la cui economicità, badate bene, è garantita esclusivamente da quei maledetti "certificati verdi" (soldi che lo stato preleva tramite le bollette da noi per darli ad imprenditori che costruiscono tali impianti).

Ok per il piano territoriale: il Salento come un parco


Dopo lunghi anni di intense battaglie, i rappresentanti istituzionali di Palazzo dei Celestini hanno approvato, con 19 voti favorevoli e 8 astensioni, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, alla luce delle proposte e delle osservazioni arrivate da Comuni, associazioni e privati. Un importante traguardo perchè finalmente il Salento viene descritto "come città diffusa in un parco, con una popolazione di circa 800 mila abitati polverizzati su circa 100 comuni" come si evince dal documento."Con questo atto", dichiara il Presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, "segniamo un momento importante per l'Istituzione e per i cittadini. Prima in Puglia, tra le prime dell'Italia meridionale, la Provincia si dota di uno strumento che per il futuro individua un modello di sciluppo profondamente condiviso, come dimostrano le osservazioni presentate dai Comuni".

Palascia, respinta richiesta ampliamento della base


Il “niet” della Regione Puglia all’ampliamento della base militare di Punta Palascia, la località per la quale è nata e proseguita nel tempo una lunga campagna condotta da attivisti di tutto il Salento, segna un punto a favore proprio di chi ha sempre sostenuto che la tutela dei luoghi naturali dovesse sopravanzare qualsiasi altra logica. Per il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, che è sceso in campo personalmente insieme ai movimenti che si sono ricreati attorno al simbolico faro che svetta sulla scogliera, si tratta comunque di un fatto piuttosto scontato. “E’ il verificarsi di un fenomeno atteso”, ha commentato dopo il nuovo alt ad interventi invasivi nella località che ricade nel territorio di Otranto.

Le aree protette come progetto di sviluppo locale


“Le aree protette come progetto di sviluppo locale”: è questo il tema del 1° Forum sull’ambiente promosso dalla Provincia di Lecce, in programma domani, venerdì 22 febbraio, nell’Aula Magna “Angelo Rizzo” della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento (complesso Ecotekne), dalle 9 alle 13.30.Organizzato dalla Provincia di Lecce, il Forum sarà incentrato sullo Stato di Attuazione delle Aree Protette e sulla Rete Ecologica Provinciale. Il programma prevede, a partire dalle ore 9, i saluti del presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, del rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia e del sindaco di Lecce Paolo Perrone. Seguiranno gli interventi di Gianni Scognamillo, assessore provinciale all’Ambiente con una relazione su “Organizzazione e gestione del sistema provinciale delle aree protette”; Giovanni Zurlini, DI.S.TE.BA.

Palascia: disattese le aspettative dei cittadini

Il Genio Militare si muove in tutt’altra direzione rispetto a quanto concordato

Il Comitato “Giù le Mani da Punta Palascìa” e i Giuristi Democratici avevano espresso cauto ottimismo alla fine del tavolo informale del 25 settembre a Roma, considerata l’ampia disponibilità a rispettare le istanze della popolazione salentina da parte del Genio Militare, giunto al tavolo già con sostanziali modifiche al progetto originario, sino al punto di impegnarsi a valutare la concreta possibilità di arretrare rispetto all’area in cui originariamente era stata prevista l’esecuzione dei lavori, nel rispetto del Parco, della zona SIC e degli altri vincoli esistenti sull’area di punta Palascia.

Quel cauto ottimismo oggi muta in forte preoccupazione, constatata la totale disinvoltura con cui la Direzione del Genio dei Lavori e del Demanio ha inteso dar seguito a quegli accordi: praticamente disattendendoli. E’ quanto si ricava dal nuovo progetto presentato a seguito di consultazioni con il Comune di Otranto e del quale soltanto oggi il Comitato ha potuto prendere visione.

Anche il Ministero dell'Ambiente si interroga su Punta Palascia

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Arriva da Roma la richiesta di un vertice su Punta Palascia. E coinvolgerà Comune, comitato anti-cemento, Provincia e Regione oltre che ovviamente, la Marina Militare. A chiedere ufficialmente l’apertura di un tavolo di discussione sul progetto di ampliamento della caserma sulla costa otrantina è stato il Ministero dell’Ambiente con una lettera firmata dal sottosegretario Laura Marchetti in cui si chiede una cosa semplice. Cara Marina Militare – scrive in sostanza il Ministero – il progetto di Punta Palascia è una scelta discutibile. E allora discutiamola, insieme a tutti gli altri enti interessati. «Ora sarà la Marina a indicare – spiega la Marchetti – data e luogo dell’incontro e sono sicura che insieme troveremo una soluzione alternativa e condivisa». Insomma anche da Roma si chiede alla Marina un passo indietro. E non solo metaforicamente: tra le ipotesi ufficiosamente già discusse ci sarebbe proprio la possibilità di arretrare il progetto, spostandolo all'interno del territorio

La Regione vuole chiarezza su Punta Palacia

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11 vincoli sull'area interessata al progetto di ampliamento della base militare

Sull’ipotesi di allargamento della base della Marina ad Otranto interviene l’Assessorato Regionale all’Ecologia. Di seguito riportiamo la comunicazione dell’Ufficio Parchi della Regione alla Direzione del Genio Militare della Marina relativa ai lavori di ammodernamento delle strutture militari presenti in Contrada Palascia, nell’area del Parco Regionale Costa d’Otranto. La nota è stata altresì inviata anche al Sindaco del Comune otrantino.

“A seguito di quanto appreso da notizie di stampa in merito a lavori avviati inerenti “ammodernamento della vecchia caserma e il suo ampliamento con nuove strutture in c. a. e torri alte undici metri” (…) in contrada Punta Palascia ad Otranto (Corriere del Mezzogiorno del 19.08.07), con la presente si rende noto che:
- l’area oggetto di intervento ricade all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – S.Maria di Leuca - Bosco di Tricase” istituito con LR n.30 del 26.10.2006 (BURP n.143 del 3.11.2006) nonché all’interno del
SIC “Costa Otranto – S. Maria di Leuca” cod. IT915002;

Nasce la Ram e lancia un appello per il Mare Nostrum

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La Rete Ambientalista per il Mediterraneo punta ad un sistema di Aree Protette costiere e mira a rilanciare, in virtù di un recente e ritrovato rapporto tra territorio e comunità locali, risorse strategiche per lo sviluppo, quali l'agricoltura di qualità e il turismo rispettoso dei valori dei luoghi

Rete Meridionale AmbientalistaRete Meridionale AmbientalistaL'ecosistema costiero del Sud rappresenta un complesso naturalistico, storico, culturale, antropologico ed archeologico unitario di eccezionale potenzialità. Sulla terra ferma abbraccia il territorio e le popolazioni delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania con centri portuali, storici, ecosistemi naturali marini e dell'immediato entroterra, risorse territoriali storico-archeologiche della Magna Grecia.

Fuoco nell'oasi delle Cesine

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Le Cesine in fiamme: foto di Emilio Faivre, fonte Lecceprima.itLe Cesine in fiamme: foto di Emilio Faivre, fonte Lecceprima.itEmilio Faivre di Lecceprima.it ha pubblicato oggi un breve ma terribile fotodossier sull'incendio che ieri sera, 25 giugno 2007, si è sviluppato nell'area dell'Oasi Naturalistica "Le Cesine", combattuto dai vigili del fuoco che come ogni estate si trovano costretti a combattere oltre che con le fiamme e il caldo torrido, anche e sopratutto con la mancanza di mezzi sufficienti al loro importante lavoro. Vi rimandiamo su Lecceprima.it per la galleria completa e il commento dell'autore.

Comunicato del comitato 275


Al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola

Al Vicepresidente Sandro Frisullo

Agli Assessori Alberto Tedesco, Angela Barbanente,
Domenico Lomelo, Elena Gentile,
Enzo Russo, Francesco Saponaro,
Guglielmo Minervini, Marco Barbieri,
Mario Loizzo, Massimo Ostillio,
Michele Losappio, Onofrio Introna,
Silvia Godelli.

e.p.c. Al Presidente della Provincia Sen. Giovanni Pellegrino

Il TAR autorizza i lavori sulla Baia dei Turchi

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Otranto: Baia dei Turchi (foto di Marco de Mitri)Otranto: Baia dei Turchi (foto di Marco de Mitri)Nessuna tregua per la Baia dei Turchi: sembrava che la situazione del sito, al centro di una protesta ormai lunga, fosse destinata a vivere un momento di stasi, in attesa dell’insediamento di una nuova giunta comunale di riferimento, ed, invece, una notizia inattesa ha riportato di attualità la questione: solo poche ore fa, infatti, è stato reso noto che il Tar regionale ha accolto la richiesta di Diana De Nicola, titolare della contestata concessione, a portare avanti i lavori di adeguamento della spiaggia libera attrezzata: il suo progetto, dunque, non sarebbe in contrasto con ragioni di carattere ambientale. La notizia è confermata da Legambiente, nella persona del presidente otrantino, Giorgio Miggiano, e dall’avvocato Mario Finocchito, che cura, in questa causa delicata, gli interessi dell’associazione.

Si all'eolico. No alle foreste del vento

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Salento Parco diffuso

"Si", all'energia eolica per mitigare gli effetti dell'uso del combustibile fossile, un netto "no" alla proliferazione incontrollata di impianti che deturpano il paesaggio, quello che il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, definisce "un bene che ha assunto centralità in una prospettiva di crescita economica e sociale per le popolazioni salentine".

La Provincia non ha dubbi e pretende che l'impatto dell'eolico con l'ambiente avvenga secondo un criterio assoluto di sostenibilità, perciò rivendica il ruolo di coordinamento degli interventi dei singoli Comuni in materia di installazione degli impianti.

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dietro la cartolina


la galleria fotografica di salentosostenibile.it non è una raccolta di belle cartoline che raffigurano le bellezze paesaggistiche delle provincie di Lecce, Brinsidi e Taranto; al contrario, la galleria mostra cosa c'è dietro la cartolina, ovvero tutti gli ecomostri, il degrado diffuso, i vilipendi al patrimonio culturale e tutti gli altri insulti che la nostra bellissima terra subisce continumente.
La galleria è il frutto delle segnalazioni di tutti gli iscritti al sito, scopri anche tu come poter partecipare cliccando qui, oppure vai alla galleria.


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