Rifiuti

"Mi Bonifico" Parte la raccolta fondi di Coppula Tisa per bonifica discariche abusive

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Un nome dal significato plurimo.
Il progetto “Mi Bonifico” gioca con le parole per richiamare l’attenzione sulle finalità e gli strumenti della campagna “La Bellezza non si Rifiuta”. L’intervento sulle 121 discariche abusive di Tricase richiede tempi lunghi e cospicue risorse economiche. Ma il problema è impellente.
Proprio per questo, Coppula Tisa ha scelto di suddividere la durata de “La Bellezza non si Rifiuta”, che impiegherà probabilmente 18- 24 mesi per la sua completa realizzazione, in diversi sottoprogetti dal nome “Mi Bonifico”. Al termine dei quali si procederà, di volta in volta, con la concreta bonifica dei depositi incontrollati di rifiuti, dando priorità a quelli più pericolosi, a quelli situati in terreni permeabili e a quelli ricadenti nell’area “Parco Otranto- S.M. di Leuca- Bosco di Tricase”.

Quali sono gli obiettivi di “Mi Bonifico”?

Scoperta discarica abusiva di liquidi da olio nel Leccese

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Sequestrata a Specchia area di 20mila mq, una persona denunciata

La Guardia di Finanza ha sequestrato ieri nel Leccese un'area di circa 20mila metri quadrati usata come discarica abusiva. Nel terreno, si legge in una nota, sono stati riversati ingenti quantità di rifiuti speciali liquidi provenienti dal processo di lavorazione dell'olio d'oliva. Una persona è stata denunciata. I militari della tenenza di Tricase hanno scoperto la discarica a Specchia e riscontrato lo sversamento illecito di acqua di vegetazione di scarto, proveniente dalla lavorazione olearia.

GUERRA AGLI IMBALLAGGI / Dal passato, una soluzione per combattere la crisi

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Stop al packaging e sì alla “eco-spesa”

Comprare un po’ per volta, senza inutili sprechi cioè comprare sfuso. Può sembrare un retaggio di un passato mai dimenticato, in cui il lento incedere delle ore non era scandito dal ticchettio dell’orologio ma dal sordo fragore delle bombe.
Un modo di fare la spesa che ai più giovani potrebbe sembrare strano, inusuale ma basterebbe fare un salto a casa dei nonni per farsi spiegare meglio di cosa si parla. Pasta, detersivi, caffè, spezie, latte, sale e zucchero venduti alla spina cioè secondo le proprie necessità, secondo i propri bisogni e a seconda delle proprie disponibilità economiche.
Acquistare un prodotto che non ha imballaggio, servendosi di contenitori usati e portati direttamente da casa come il vecchio vuoto a rendere attraverso una specie di organo a canne trasparenti che eroga la merce in base ai secondi in cui si tiene premuta una levetta. Può sembrare un gioco? Di certo non sono un gioco i 12 milioni di tonnellate di spazzatura derivanti da imballaggi creati ogni anno in Italia. Se non bastasse questa considerazione, sui prodotti senza confezione si può ricavare un risparmio che parte da una base del 25% a salire.
In un periodo di grossa crisi economica e di guerre all’immondizia e agli sprechi, questo vecchio-nuovo metodo del comprare sfuso sembra la via migliore per cercare di fare qualcosa di concreto.

Rifiuti: le richieste dei comuni pugliesi alla Regione

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“Vogliamo riappropriarci del nostro grado di responsabilità, il commissariamento deresponsabilizza”, è quanto ha dichiarato il presidente di ANCI Puglia, Michele Lamacchia nel corso dell’incontro di ieri tra ANCI, ATO rifiuti e Regione.

Alla riunione, voluta dall’Associazione dei comuni, erano presenti tutti i referenti dei 15 ambiti territoriali per la gestione integrata dei rifiuti, il presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola, l’assessore all’ecologia, Michele Losappio e il dirigente di settore, Antonello Antonicelli.

Rifiuti speciali nella mega-discarica, tre denunce

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Una cava di 21mila metri quadrati trasformata in un’immensa pattumiera a cielo aperto. La scoperta è stata effettuata dalla guardia di finanza della tenenza di Tricase in territorio di Alessano, ma non lontano dalla stessa Tricase. I tre comproprietari del terreno si dicono all’oscuro di tutto, ma dovranno accertare le loro eventuali responsabilità di fronte all’autorità giudiziaria, alla quale sono stati segnalati. Che si tratti di una discarica abusiva creata ad hoc per scaricare materiale di diverso tipo, e quindi non usata saltuariamente, lo si deduce dal fatto che la zona fosse recintata con alcuni paletti e dotata di un cancelletto, come sottolineano gli stessi militari che hanno svolto l’intervento.

16 e 18 gennaio due giorni sull'ambiente a Soleto

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L’associazione culturale Nuova Messapia di Soleto (Le) ha organizzato una due
giorni dedicata all’ambiente.

Mercoledì 16 gennaio, alle ore 20.30 presso la sala comunale di Porta S. Vito
a Soleto, verrà proiettata la video-intervista fatta al Dott. Stefano Montanari
della Nanodiagnostcs di Modena realizzata a settembre 2007dal titolo:

L’insidia delle polveri sottili e delle nanoparticelle

Venerdì18 gennaio 2008 alle ore 18.00 a Soleto
presso la palestra delle scuole elementari
una conferenza pubblica sull'ambiente dal titolo “Che aria tira?”.

L’incontro, attraverso l’intervento di esperti del settore e amministratori pubblici, mira
a delineare un quadro generale sui rischi ambientali e sanitari (veri o presunti) circa alcuni
dati emersi da inchieste giornalistiche pubblicate nel corso del 2007, che collegavano l’insorgenza
e l’aumento di casi di neoplasie nell’area dell’ASL/LE 2 di Galatina ad alcune attività industriali
presenti sul territorio delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto.

All’incontro saranno presenti e interverranno:

- Dott. Giuseppe Serravezza - medico oncologo presidente provinciale del L.I.L.T. - Lecce
- Dott. Roberto Giua - Responsabile A.R.P.A. Puglia inquinamento atmosferico
- Dott.ssa Lucia Bisceglia - Epidemiologa A.R.P.A. Puglia

Rifiuti, sequestro pet-coke tossico a Taranto

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Circa 6.000 tonnellate di scarti della lavorazione del greggio provenienti dal Sudamerica sono state sequestrate all'interno della discarica Italcave. Era di pessima qualità e con presenza eccessiva di zolfo, ma sarebbe stato ugualmente venduto come combustibile

Circa 6.000 tonnellate di pet-coke, materiale di scarto della lavorazione del petrolio greggio, provenienti dal Sudamerica sono state sequestrate in un'area all'interno della discarica Italcave, a circa tre chilometri da Taranto. Il decreto di sequestro è stato firmato dal pm del Tribunale di Taranto Matteo Di Giorgio ed eseguito da personale dell'Agenzia delle dogane di Taranto e dai carabinieri del Noe di Lecce.

Secondo l'accusa, il pet-coke, che in base ad una norma del 2004 può essere usato come combustibile industriale se ha particolari caratteristiche, era di pessima qualità, con presenza eccessiva di zolfo, ma sarebbe stato ugualmente venduto come combustibile. In questo modo sarebbe stata pagata un'accisa inferiore a quella prevista.

Per gli investigatori, infatti, quel tipo di pet-coke era tossico e pericoloso, da stoccare e smaltire come rifiuto speciale, e non poteva essere rivenduto quale combustibile industriale. L'indagine della dogana, incrociata e unificata con un'altra del Noe, è nata da accertamenti sui pagamenti delle accise. L'area in cui era depositato il pet-coke era stata affidata in gestione a terzi dal titolare della discarica.

Questione rifiuti, il Tar del Lazio boccia Vendola

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Una decisione che potrebbe aggravare l’emergenza rifiuti nel Salento e materializzare lo spettro dell’immondizia per le strade, quella assunta oggi dal Tar del Lazio. Una decisione che ha bocciato, di fatto, l’ordinanza del commissario Vendola con la quale si disponeva il trasferimento dei rifiuti dall’Ato Le 2 a Taranto, nelle discariche di Fragagnano e Grottaglie. Il Tar, accogliendo il ricorso presentato dalla ditta Ecolevante di Grottaglie, ha ritenuto illegittima l’ordinanza emessa da Vendola, bloccando l’ingresso dei rifiuti salentini nelle discariche di Taranto.

Una decisione che naturalmente ha scatenato un vespaio di polemiche e che porta oggi alla necessità di trovare, urgentemente, una soluzione alternativa. Chiusa la discarica di Nardò e non a regime l’impianto di Poggiardo, i rifiuti dell’Ato Le 2, che comprende comuni importanti come la stessa Nardò e Galatina, dovranno trovare necessariamente un’altra sistemazione.
Il Tar ha aggiornato l’udienza al 5 dicembre prossimo. Se la decisione dovesse essere confermata l’emergenza rifiuti nel Salento diventerà una realtà tangibile e sotto gli occhi di tutti.

Puglia, stop ai rifiuti da fuori regione

Chi trasporta rifiuti speciali nella Regione d'ora in poi dovrà dimostrare di non avere alternative. Lo prevede una legge di iniziativa popolare approvata oggi

I produttori e i trasportatori di rifiuti speciali provenienti da regioni diverse dalla Puglia dovranno dimostrare, sulla base di una precisa procedura, l'impossibilità di smaltire rifiuti presso impianti più prossimi ai siti di produzione: dovranno, in sostanza, dimostrare che non esistono alternative praticabili allo smaltimento dei rifiuti in Puglia.

Lo prevede una legge di iniziativa popolare che ha ricevuto il parere favorevole del consiglio regionale. È la prima volta in Puglia, e una delle poche volte in Italia, che si approva una legge di iniziativa popolare.

Il provvedimento è stata approvato dall’assemblea a maggioranza (con il solo voto di astensione del capogruppo della Margherita, Dario Stefano, che ha avanzato dubbi sulla sua costituzionalità). La proposta di legge è approdata in consiglio con le oltre 15.000 firme necessarie: la raccolta delle firme è stata promossa dal Comitato “Vigiliamo sulla discarica” di Grottaglie (Taranto) e supportata da un vasto movimento di comitati, Comuni e di Province.

Basta Amianto

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Salvaguardiamo noi stessi e i nostri figli

Basta AmiantoBasta AmiantoRiporto questa notizia, perchè credo possa essere da stimolo e da esempio per tante altre realtà della nostra provincia e non solo.

I materiali contenenti Amianto (coperture eternit, canne fumarie, serbatoi, ecc) possono rilasciare nell'ambiente fibre che, se inalate, sono cancerogene per l'uomo.
L'amianto deve essere smaltito con procedure sanitarie complesse e da personale altamente qualificato. Sino ad ora molti cittadini hanno rimosso tali materiali abusivamente abbandonandoli nelle campagne e il loro smaltimento ha comportato un alto onere economico.
L'unione dei comuni "Terra di Leuca", per la salvaguardia della salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente ha stipulato apposita convenzione.

Una ex cava di Gallipoli trasformata in discarica abusiva

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L’hanno intercettata dal cielo, durante un giro di perlustrazione con gli elicotteri della Guardia di finanza nell’ambito di un servizio preposto proprio alla tutela ambientale. Una operazione a largo raggio, come si dice in questi casi, che è partita dal Comando generale delle fiamme gialle di Bari coinvolgendo nell’intervento i militari in forza a Gallipoli, comandanti dal capitano Marco Damu.

Una discarica abusiva a cielo aperto di rifiuti grande oltre 172mila metri quadrati è stata individuata a Gallipoli, località “li Sauli”. Si tratta di una cava, un tempo utilizzata per l’estrazione della pietra, trasformata in un enorme pattumiera dove gente senza scrupolo si recava per buttarci dentro ogni genere di schifezza: amianto, vecchi copertoni, carcasse di elettrodomestici, materiale di risulta in genere.

Rifiuti: Pellegrino scrive al Prefetto

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Argomento di discussione, le difficoltà di smaltimento, causate dall’esaurimento degli impianti di discarica. Casilli convoca un incontro in Prefettura.

Giovanni Pellegrino, con propria nota, ha rappresentato al Prefetto di Lecce, Gianfranco Casilli, le sue preoccupazioni, chiedendo una riunione per l’esame della situazione. “Ho più volte sottolineato”, scrive Pellegrino, “che avrebbe dovuto essere compito della struttura commissariale definire un regime provvisorio destinato a valere per lo spazio temporale intercorrente tra l’esaurimento degli impianti di discarica in esercizio e l’attivazione dei tre impianti previsti a regime in Ugento, Poggiardo Cavallino. Non sono stato ascoltato….”. Ed aggiunge: “I problemi emersi non potranno risolversi se non attraverso l’assunzione di una comune responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti, vi compresa la gestione commissariale che ha mantenuto la titolarità del rapporto con l’ATO concessionaria degli impianti a regime.

La differenziata mette il turbo

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CORIGLIANO | Da metà luglio parte il nuovo sistema di raccolta; già pronte le istruzioni per l’uso

CORIGLIANO. Cassonetti maleodoranti ed ingombranti, addio. Scompariranno dalla metà del prossimo luglio, per essere sostituiti dalla raccolta dei rifiuti con il sistema differenziato “spinto”, porta a porta. Un provvedimento molto atteso, considerati i problemi igienici dei vecchi contenitori e la pressante urgenza di ridurre il volume dei rifiuti a vantaggio del recupero del materiale riutilizzabile, che è sinonimo di risorsa. Il sindaco Ada Fiore, che a suo tempo si era riservato la delega all’Ambiente, ha già sottomano il progetto: «Tra breve e con la dovuta informazione capillare - sottolinea - ciascun cittadino dovrà modificare le abitudini quotidiane in merito allo smaltimento dei rifiuti. L’opuscolo informativo, semplice e schematico, sarà tra poco alla portata di tutti. Basterà rispettarlo, per rendere efficiente il nuovo sistema.

Guerra ai rifiuti «stranieri»

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Il Comitato si mobilita e trova alleati ad Acquarica e Ugento. L’obiettivo è fermare gli arrivi dalla discarica di Poggiardo

Cresce la mobilitazione tra le comunità di Presicce, Acquarica ed Ugento per il problema dello smaltimento dei rifiuti.
Il provvedimento con il quale il Presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, ha autorizzato il Comune di Poggiardo a trasferire i rifiuti nella discarica “Burgesi” di Ugento ha provocato una reazione di massa che potrebbe esplodere, richiamando scenari già noti in altre regioni d’Italia.
Contro il provvedimento di Pellegrino, il Consorzio Ato Sud Salento Bacino LE/3, attraverso
il suo presidente Carlo Rovito, ha già presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale
(Tar) di Lecce.

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dietro la cartolina


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